Diada 2017, la Spagna risponde con le minacce

Diada 2017, la Spagna risponde con le minacce

All’indomani della Diada, lo stato spagnolo si sta scatenando, con querele e minacce giudiziali, rivolte a tutte le alte cariche istituzionali di Catalogna -inclusi i 948 sindaci-, che risultino in qualche misura implicate o implicabili nel “delitto di sedizione” (leggasi “diritto di decidere”).

Qualunque carica pubblica prenda o possa prender parte, anche in misura minima, all’organizzazione e alla pubblicizzazione del referendum del 1° ottobre, viene minacciata di arresto e sanzioni.

La Spagna dialoga alla turca, insomma.

Questa mattina, proprio mentre il quotidiano francese Le Monde pubblicava una lettera aperta rivolta al Primo Ministro spagnolo Rajoy, invitandolo a riconoscere alla Catalogna un referendum come quello tenutosi in Scozia nel 2014, lo stesso Rajoy faceva pervenire a Vicent Sanchis, direttore della televisione regionale catalana TV3, tramite la longa manus giudiziale, la stessa minaccia di cui sopra: “[che il direttore] non inizi, non trasmetta o non informi [gli spettatori] di qualsivoglia accordo o attuazione che permetta la preparazione o la celebrazione del referendum”.

Pochi minuti fa, collegandomi alla diretta streming di TV3, ho avuto il piacere di vedere in onda la pubblicità ufficiale della Generalitat che invita al voto il prossimo 1° di Ottobre.

Alla faccia delle minacce di Rajoy.

Visca Catalunya!

 

#1O #referèndum #democràcia