¡todos fucilados!

¡todos fucilados!

Oggi il Primo Ministro spagnolo Rajoy, nel consueto rovesciamento della realtà, ha detto alla Camera che la Generalitat de Catalunya minaccia i sindaci non intenzionati ad appoggiare il referendum del 1° di Ottobre. La minaccia consisterebbe nell’aver invitato i cittadini dei relativi Comuni a chiedere, ai sindaci unionisti, di poter essere messi in condizione di votare. In una democrazia questo si chiama pressing politico, per Rajoy sono invece “minacce” (i suoi sostenitori non esitano addirittura a scomodare paragoni con il nazismo e, udite udite, il franchismo: in effetti di quest’ultimo dovrebbero intendersene…).

A Rajoy forse sfugge il fatto che, per contro, cominciano a moltiplicarsi i casi di sindaci che, non soddisfatti di aver già dato il proprio assenso alla legge referendaria catalana, desiderano anche mostrare la propria (scarsa) considerazione per le minacce -quelle vere- ricevute dal Tribunale Costituzionale spagnolo. Nelle immagini qua sotto, alcuni strappano platealmente e in pubblico le notifiche ricevute dai giudici di Rajoy, altri twittano il breve video in cui “archiviano” il documento ufficiale nel tritarifiuti.

A margine, e giusto per dare l’idea del clima di “libertà” che si vive in Spagna nei confronti della questione catalana, segnalo che un giudice ha sospeso l’autorizzazione, concessa dal Comune di Madrid al collettivo Madrileños por el Derecho a Decidir, ad utilizzare una sala municipale per lo svolgimento di un atto a sostegno del referendum. Se pensate che un’iniziativa di questo tipo rientri nel novero della libera manifestazione del pensiero, non ditelo al Governo Rajoy: per loro è sedizione, tradimento, congiura: ¡todos fucilados!

 

#1O #referèndum #democràcia