“Il diritto di decidere non è uno sport per spettatori”

“Il diritto di decidere non è uno sport per spettatori”

Quando mancano ormai meno di 18 giorni al referendum, cresce la tensione, in quella Spa-gna che guarda, con rabbia e preoccupazione, ad una Catalogna in cui si moltiplicano le prese di posizione a favore del voto.

E’ di oggi la notizia che il Procuratore Generale dello Stato, José Manuel Maza, ha ordinato alle procure territoriali di citare in interrogatorio tutti i 712 sindaci catalani che hanno già dichiarato che concederanno al Governo di Catalogna i consueti locali per l’allestimento dei seggi. Il Procuratore si è spinto anche oltre, dando ordine alla stessa polizia catalana -gli ormai famosi Mossos d’Esquadra- di arrestare e portare fisicamente dai giudici quei sindaci che dovessero rifiutarsi di presentarsi spontaneamente ai citati interrogatori.

L’ordine è già esecutivo: i prossimi giorni potrebbero segnare un’escalation imprevedibile.

 

Nel frattempo, Òmnium Cultural, una delle tre più importanti entità “soberaniste” catalane, insieme all’ANC e all’AMI, ha inondato la metropolitana di Barcellona -a pagamento e in spazi regolari, il che rende l’iniziativa ancor più significativa- di manifesti che incitano a non aver paura di Madrid e a votare.

Come del resto ha scritto un militante referendario, “Il diritto di decidere non è uno sport per spettatori”.

 

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