Due dichiarazioni

Due dichiarazioni

Mentre il governo spagnolo tenta, con ogni mezzo, di boicottare il processo referendario catalano (sospensioni di leggi e decreti, minacce giudiziali, diffide, sanzioni, divieti di utilizzare spazi fisici e audiovisivi, censure sul web, richiami di riserve delle forze di polizia), il mondo occidentale comincia a mostrare segni di preoccupazione. E così, nell’imbarazzato silenzio delle diplomazie, fanno breccia due dichiarazioni che lasciano il segno.

Ieri la portavoce del Dipartimento di Stato nordamericano, Heather Nauert, ha dichiarato testualmente in conferenza stampa, dietro precisa domanda di un giornalista, che “Noi non interferiremo in questa questione interna. Lavoreremo con il governo o l’entità che ne nasca, sia quale che sia”. Per comprendere l’importanza di queste parole, basti pensare che, nella stessa conferenza stampa, la portavoce ha ribadito -purtroppo- la netta contrarietà degli USA alla secessione del Kurdistan iracheno, che il 25 settembre ha indetto un referendum analogo a quello catalano.

 

La seconda dichiarazione è di oggi e proviene da una fonte ancor più interessata, se possibile: sto parlando del presidente della Commissione Europea, Jean-Claude Juncker, che ha detto sempre testualmente, nel corso di un’intervista ad Euronews, “Se vince il sì all’indipendenza della Catalogna, lo rispetteremo”. Al di là dello scoop giornalistico, va rilevata l’importanza anche formale della dichiarazione: la Commissione Europea prende atto che in Catalogna si sta facendo un referendum e che esso ha caratteristiche e garanzie sostanzialmente democratiche. Insomma, non si può far finta di niente.

 

#1O #referèndum #democràcia