Sessantamila.

Sessantamila.

Quella che vedete qui sopra è l’impressionante infografica realizzata dal Diari ARA.cat, uno dei quotidiani che maggiormente seguono le vicende del processo indipendentista.

In essa potete vedere quanti siano ormai i cittadini di Catalogna messi in stato d’accusa dalle procure spagnole (è quello che io chiamo “il dialogo alla turca dello stato spagnolo”): il cerchio più esterno è formato da decine di migliaia di puntini, rappresentanti ognuno una persona.

In tutto ben sessantamila fra cariche elettive, nominate e volontarie: dal vertice della Generalitat, costituito dal presidente Carles Puigdemont e dal vicepresidente Oriol Junqueras, fino ai singoli cittadini che si sono registrati presso il sito ufficiale del referendum, per offrire ruoli di supporto logistico.

 

E a proposito del sito che ospita la piattaforma web della consultazione, ieri i tribunali spagnoli ne hanno imposto la chiusura, diffidando il servizio di hosting che lo ospitava sui propri server. Dopo pochi minuti di down, il sito è riemerso attraverso altri server, moltiplicandosi letteralmente in rete, grazie ad una rete di cloni organizzata dal network informatico a servizio del governo catalano. La notizia della riemersione l’ha fornita lo stesso presidente Puigdemont, che prima di essere un politico è anche un nerd -sia detto come complimento 🙂 Puigdemont ha twittato gli indirizzi dei nuovi siti della piattaforma referendaria, facendosi sostanzialmente beffe dei maldestri tentativi spagnoli di silenziare la consultazione.

Avanti Presidente!

 

#1O #referèndum #democràcia