Dalla Danimarca, lettera aperta a Rajoy

Dalla Danimarca, lettera aperta a Rajoy

Oggi 17 deputati danesi, appartenenti a sette diversi partiti, hanno inviato una lettera aperta al Primo Ministro spagnolo, Mariano Rajoy, affinché egli riveda radicalmente il suo approccio alla questione catalana, cessando di reprimere e cominciando a dialogare.

E’ l’ennesima prova che, in Europa e in Occidente, il baricentro del consenso si sta spostando a favore del diritto di decidere da parte dei cittadini della Catalogna.

Qui sotto il testo completo della missiva.

 

“Lettera aperta al Governo Spagnolo

A proposito della situazione politica corrente in Catalogna

Noi, come membri eletti del Parlamento Danese, il Folketinget, desideriamo esprimere la nostra profonda preoccupazione a proposito della situazione in Catalogna, che ha ormai raggiunto un punto critico.

Chiediamo al governo spagnolo di giocare un ruolo costruttivo e di incoraggiare il dialogo politico, da subito.

Questa settimana abbiamo nuovamente visto, e dopo sei anni consecutivi, circa un milione di persone in Catalogna riempire le strade in modo pacifico, invocando un referendum.

Noi non capiamo per quale motivo le autorità spagnole non rispondano a queste richieste, e perchè non ci sia desiderio di ingaggiare un dialogo e di indirizzare verso una soluzione questo problema politico.

In una democrazia, minacce e risposte giudiziali non sono la soluzione. I politici, non i giudici o le forze di polizia, dovrebbero primariamente affrontare le tensioni politiche in qualsiasi paese democratico europeo.

I dibattiti nel Parlamento Catalano -in effetti, in ogni Parlamento democratico- non possono condurre ad un’azione giudiziale richiesta dal Governo Spagnolo contro il Presidente del Parlamento Catalano stesso e il suo ufficio di presidenza, in mezzo ad una ulteriore erosione della separazione dei poteri.

Le azioni repressive degli ultimi giorni, le minacce che crescono nei confronti di servitori civili, membri del Parlamento, sindaci, mezzi di comunicazione, imprese e cittadini, non saranno la soluzione a quello che è un problema politico.

Noi, membri del Parlamento e rappresentanti di un paese democratico, siamo sempre più confusi e preoccupati in merito a questa apparente mancanza di capacità politiche di affrontare quella che è, essenzialmente, una sfida politica.

E’ necessario imbastire, quanto prima possibile, un dialogo politico: è il solo modo per allentare le tensioni e accompagnare le trasformazioni. L’accordo e la buona collaborazione saranno la sola possibile via d’uscita”