La repressione ha inizio

La repressione ha inizio

La tensione cresce di giorno in giorno in Catalogna, per causa del moltiplicarsi di interventi repressivi da parte dello Stato spagnolo. Fra ieri sera e questo primo pomeriggio si contano già una decina di nuove azioni giudiziali e poliziesche: da divieti di svolgere dibattiti al fermo temporaneo di militanti indipendentisti coinvolti in attività di normale propaganda (diffusione di volantini e affissione di manifesti). E ancora, come già avvenuto pochi giorni fa, l’accesso della Guardia Civil a due altre imprese, in cerca di materiale elettorale.

Proprio a tal proposito, posto un collage di immagini che illustra cosa sta accadendo alla Artyplan di Sant Feliu de Llobregat: a sinistra potete vedere l’allerta, inviata agli iscritti alla lista di contatti Whatsapp della piattaforma “Crida per la Democràcia” (“Appello per la Democrazia”), di cui faccio parte, con la quale vengono mobilitati i cittadini -nella parte del messaggio non visibile in foto sono naturalmente presenti gli indirizzi dei luoghi in cui bisogna convergere-.

Nella parte destra del collage, in alto vedete alcuni agenti, a pochi passi dai quali qualcuno ha posato un’urna elettorale, con la scritta “Votarem com sempre”. In basso, la piccola folla di cittadini già radunatasi all’ingresso del corsello dei capannoni oggetto di perquisizione.

 

La CUP, il movimento di sinistra radicale che sostiene il percorso indipendentista referendario, ha fatto un appello, oggi, affinché la prassi della disobbedienza civile e della convergenza collettiva nei luoghi sensibili, da parte dei cittadini, divenga l’asse por-tante della resistenza ai tentativi di repressione messi in atto da Madrid.

Se la Spagna dialoga alla turca, la Catalogna risponde con la mobilitazione.

A presto con un nuovo post.

 

#1O #referèndum #democràcia