La Spagna sta perdendo

La Spagna sta perdendo

Non so se la Spagna stia perdendo la testa o la guerra. So che sta perdendo. Lo raccontano le tante notizie di oggi che proverò a sintetizzare in questo post. Notizie che dimostrano quanto si stia facendo male da solo il paese iberico, nel tentativo folle di negare una semplice verità: ciò che sta accadendo in Catalogna ha ben poco a che vedere con il concetto di “illegalità” (individuale od organizzata che sia); ciò che sta accadendo in Catalogna ha un altro e ben preciso nome, che si chiama “rivoluzione”. Pacifica, democratica, solare, ma pur sempre rivoluzione. Ed è davvero paradossale che la Spagna, trovandosi ad avere a che fare con una rivoluzione tanto atipica e ragionevole, invece di scegliere la strada della trattativa, abbia preferito quella della persecuzione a colpi di manganello e di manette. Finendo per procurare quasi più male a se stessa che non alla Catalogna. Vediamo qualche esempio.

La maggior parte dei grandi media della carta stampata tedeschi si è espressa contro l’estradizione di Puigdemont, dal momento in cui il Presidente è stato arrestato nello Schleswig-Holstein. Oggi si è associato a questa marea montante antispagnola il prestigioso Der Spiegel.

Il Belgio non ha proceduto con il fermo dei tre consiglieri Puig, Comin e Serret, nonostante l’euroordine inoltrato alle autorità competenti dalla magistratura spagnola. “Non c’è pericolo di fuga”, questa la motivazione, che la dice lunga su quanto il Belgio non consideri affatto pericolosi criminali gli esuli catalani, a differenza della vulgata spagnolista. Per il Belgio sono esiliati politici, è ben diverso.

La Commissione per i Diritti Umani dell’ONU ha registrato la petizione presentata dall’avvocato del Presidente legittimo della Catalogna, dopo che già alcuni giorni fa era stata accolta quella presentata dai legali di Jordi Sanchez; pur non trattandosi (ancora) di una condanna per la Spagna, tale accettazione dimostra che il caso viene preso sul serio, come dimostra il fatto che contestualmente all’accettazione la Commissione ha invitato la Spagna a non compromettere i diritti umani dei due cittadini e deputati catalani, in attesa del giudizio sulla vicenda.

Il governo scozzese ha formalmente protestato con l’ambasciatore spagnolo per la richiesta di estradizione dell’ex consigliera di governo Clara Ponsatí, che intanto è stata difesa pubblicamente dall’Università di Saint Andrews dove insegna come docente, e che verrà rappresentata da uno dei più importanti legali scozzesi e dell’intera Gran Bretagna, il rettore dell’Università di Glasgow, Aamer Anwar.

“Lunedì mattina, dopo l’arresto di Puigdemont, alcuni giornalisti spagnoli hanno notato come le domande durante la quotidiana conferenza stampa del portavoce della Commissione europea fossero soprattutto sulla questione catalana, e soprattutto ostili verso il governo spagnolo e l’UE. María Tejero Martín, corrispondente del Confidencial a Bruxelles, ha scritto che diversi giornalisti, tra cui un italiano, hanno messo in discussione il rispetto dei diritti umani nel sistema spagnolo e hanno comparato la Spagna con la Turchia, paese diventato ormai un regime autoritario” (Elena Zacchetti, da ilPost)

Proprio su ilPost, quotidiano online diretto da Luca Sofri, è stato pubblicato oggi l’articolo “La Catalogna sta diventando un problema di tutti”, da cui è tratta la citazione soprastante. Il pezzo, circostanziato e obiettivo, rileva per la prima volta un cambio di tono diffuso e netto, in Europa, in relazione alla crisi ispano-catalana, arrivando a sostenere che la strategia dell’internazionalizzazione della Repubblica, costruita con pazienza da Puigdemont, si stia dimostrando vincente e, per alcuni aspetti, compiuta. Grazie naturalmente anche all’imbarazzo generato dalle mosse spagnole.

E chiudo con una citazione di Enrico Mentana, che dimostra come non sia affatto vero quello che a volte ci raccontiamo, ovvero che la Catalogna è sola. No, la Catalogna non è sola, non lo è perchè #LaRepubblicaCatalanaSiamoNoi. Non dimentichiamocelo. E continuiamo a diffonderne lo spirito, le ragioni, le speranze. Visca!

“So che molti non la pensano come me, ma continuo a credere che dare la caccia e imprigionare i leader indipendentisti catalani come se fossero dei terroristi sanguinari e non gli eletti di un movimento risultato maggioritario in due diverse libere elezioni sia grave, sbagliato e controproducente” (Enrico Mentana)