Se perfino l’UE…

Se perfino l’UE…

Věra Jourová, Commissaria UE per la giustizia, la tutela dei consumatori e l'uguaglianza di genere. 2016 (Thierry Charlier/AFP via GettyImages)

In questi mesi siamo stati abituati a vedere atteggiamenti a dir poco pilateschi, da parte della Commissione UE, nei confronti della crisi ispano-catalana e dei gravi attentati alle libertà d’opinione, di riunione e di rappresentanza politica, portati dal governo e dalla magistrature castigliane nei confronti delle cittadine e dei cittadini della Catalogna.
Resteranno memorabili, si fa per dire, le infastidite, piccate, reiterate risposte sul modello “E’ un affare interno, non ci riguarda”, rese dai vari portavoce della Commissione ai tanti giornalisti che hanno chiesto di rendere conto di quanto accadeva all’interno dei confini eurocomunitari.

A tutto c’è un limite, però. E la Spagna, con il consueto sprezzo del pericolo (e del ridicolo), è riuscita a superarlo, senza aspettare che fosse la Commissione Europea a dover fare il primo passo nel terreno delle libertà civili.
E’ successo che il Governo del golpista M.Rajoy abbia protestato per il rifiuto della magistratura tedesca di accettare l’accusa di ribellione e sedizione a carico di Puigdemont. Questo lo sapete tutti, ormai.
Ma la Spagna si è spinta più in là, chiedendo quasi formalmente che il mandato di estradizione comunitaria incorporasse automaticamente questi due tipi di reati, senza pertanto lasciare possibilità alcuna di valutazione comparativa alla magistratura dello Stato straniero in cui si trovasse l’accusato del caso.

Ebbene, di fronte a questa bizzarra richiesta, che di fatto spalancherebbe la porta all’estradizione automatica per reati politici, perfino la Commissione Europea non ha potuto esimersi dall’intervenire. Contro la Spagna, finalmente.
E così, la Commissaria alla Giustizia, la ceca Vera Jourová in persona, ha sentenziato che l’euroordine su cui si fonda il sistema dell’estradizione fra Stati membri UE va bene così e che non è il caso di ampliarne i confini, comprendendo i reati di ribellione e di sedizione.

Un sonoro schiaffone alle velleità madrilene di imporre in Europa i reati politici concepiti negli anni finali del franchismo, giusto in tempo per rendere la “transizione democratica” un po’ meno democratica. Un po’ troppo di meno, perfino per la Commissione Europea, che probabilmente comincia ad essere preoccupata per l’infezione autoritaria in corso.

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