Catalogna/referendum 1-O

La risposta dei catalani

Posted by Alex Storti on
La risposta dei catalani

Ieri sera, nella Plaza Tarraco Arena di Tarragona, si è aperta la campagna elettorale per il referendum del 1° Ottobre.

 

Poche ore prima dell’inizio della manifestazione unitaria, convocata dalle principali entità indipendentiste catalane, la procura spagnola aveva definito illegale l’incontro pubblico, invitando la proprietà dell’impianto a revocarne l’utilizzo.

Questo è il modus operandi spagnolo: dispiegare azioni repressive atte a colpire alcuni dei diritti politici fondamentali dei cittadini: libertà di manifestazione del pensiero e di riunione.

 

Quella nella foto, invece, è stata la risposta dei catalani.

 

#1O #referèndum #democràcia

Catalogna/referendum 1-O

La repressione ha inizio

Posted by Alex Storti on
La repressione ha inizio

La tensione cresce di giorno in giorno in Catalogna, per causa del moltiplicarsi di interventi repressivi da parte dello Stato spagnolo. Fra ieri sera e questo primo pomeriggio si contano già una decina di nuove azioni giudiziali e poliziesche: da divieti di svolgere dibattiti al fermo temporaneo di militanti indipendentisti coinvolti in attività di normale propaganda (diffusione di volantini e affissione di manifesti). E ancora, come già avvenuto pochi giorni fa, l’accesso della Guardia Civil a due altre imprese, in cerca di materiale elettorale.

Catalogna/referendum 1-O

Due dichiarazioni

Posted by Alex Storti on
Due dichiarazioni

Mentre il governo spagnolo tenta, con ogni mezzo, di boicottare il processo referendario catalano (sospensioni di leggi e decreti, minacce giudiziali, diffide, sanzioni, divieti di utilizzare spazi fisici e audiovisivi, censure sul web, richiami di riserve delle forze di polizia), il mondo occidentale comincia a mostrare segni di preoccupazione. E così, nell’imbarazzato silenzio delle diplomazie, fanno breccia due dichiarazioni che lasciano il segno.

Catalogna/referendum 1-O

¡todos fucilados!

Posted by Alex Storti on
¡todos fucilados!

Oggi il Primo Ministro spagnolo Rajoy, nel consueto rovesciamento della realtà, ha detto alla Camera che la Generalitat de Catalunya minaccia i sindaci non intenzionati ad appoggiare il referendum del 1° di Ottobre. La minaccia consisterebbe nell’aver invitato i cittadini dei relativi Comuni a chiedere, ai sindaci unionisti, di poter essere messi in condizione di votare. In una democrazia questo si chiama pressing politico, per Rajoy sono invece “minacce” (i suoi sostenitori non esitano addirittura a scomodare paragoni con il nazismo e, udite udite, il franchismo: in effetti di quest’ultimo dovrebbero intendersene…).